Torno al Quartier Generale del neo-patriottismo ieri intorno a mezzogiorno, e vengo accolto da una drammatica notizia:la cucina è stata occupata con la forza da una mezza dozzina di studenti erasmus, per lo più giapponesi.Entro in cucina con fare indifferente, e trovo il tavolo stracolmo di bottiglie di vino rosso (di quello così buono che non ha manco l’etichetta), posaceneri pieni di cicche di bombe e tutti che ridono sguaiatamente insieme al mio coinquilino austriaco e ad una ragazza francese.Torno a casa per le 18, rientro in cucina e le bottiglie sul tavolo sono considerevolmente aumentate, come l’ allegria generale;uno dei due giapponesi continua imperterrito a scendere dalla vecchia sotto casa a prendere bottiglie con un ritmo spaventoso.Torno dopo 3 ore, questa volta con una bottiglia di Pastis per associarmi all’ allegra comitiva(e, lo ammetto, per dimostrare che ho più stile di loro), che ha cominciato seriamente a DELIRARE…sentir parlare un austriaco totalmente sbronzo in italiano, spalleggiato da due personaggi usciti da un manga è uno spettacolo a cui ogni cittadino del mondo dovrebbe poter assistere una volta nella vita, credetemi.Volano bestemmie in italiano, allusioni al sesso orale in franco-napoletano (perle come le pompinage), ma anche profonde riflessioni sul perchè il bagno è bianco.

Devo dire che i giapponesi mantengono uno strano contegno anche dopo aver bevuto e fumato per 12 ore di fila, danno davvero l’impressione di un popolo in pace con se stesso.

Non come i bellicosi germanici, che fanno il diavolo a quattro, ridono, urlano, agitano le braccia per poi collassare nel loro stesso vomito poco dopo.

La morale della storia è:I popoli più guasconamente irruenti e barbarici poi cadono come pere cotte nelle gare di resistenza con genti come i giappo.E gli italiani stanno in mezzo e alla fine stanno simpatici a tutti.