La donna col culo prensile
Aprile 15, 2008
So cosa dovrei fare adesso: non sei un vero blogger se oggi 15 aprile non commenti, in maniera velata ,ironica o disperata i risultati delle elezioni. Dovrei citare qualche giornale online, o postare un video che documenti la disfatta delle Sinistre; forse dovrei addirittura linkare un Adinolfi o un Sofri.
Invece vi parlerò del sogno che ho fatto l’altra notte. Ho deciso così e perciò vi tocca.
Ero in un circo di quelli sgangherati e malsani, un pò balcanici, non come le giostre moderne, che sono più o meno identiche al Number One di Brescia in quanto a musica e gente; mi avvicino ad un piccolo gruppo di persone disposte a cerchio, al cui centro si esibisce l’attrazione della baracca: la donna col culo prensile.
Non ricordo esattamente se era vestita o nuda, o come avesse i capelli o la pelle, ma ho ben chiara in mente l’immagine del suo ano sporgente, che somigliava ad una seconda bocca delle dimensioni del becco di un uccello tropicale.
Gli spettatori applaudivano, urlavano, si facevano le seghe vicendevolmente, si passavano boccali di birra calda e sputavano la schiuma adosso alla donna: certi lo facevano di proposito, altri perchè ridevano con la bocca aperta.
La donna col culo prensile aveva intorno a sè in ordine sparso una serie di oggetti di varie dimensioni, tra cui ricordo una bottiglia di stravecchio, un accendino, un vocabolario e un estintore; il suo numero consisteva nel afferrare con lo sfintere questi oggetti e, quando possibile, usarli nel modo più appropriato: per esempio, nel bel mezzo del suo numero la donna, vedendomi armeggiare con una scatola di fiammiferi per accendermi una sigaretta, ha afferrato col culo un accendino e, sempre camminando bassa e a gambe divaricate, mi ha fatto gentilmente accendere la mia camel gialla.
Lei non sembrava triste o umiliata, anzi: sarà che aveva la faccia deformata in una smorfia di concentrazione, ma dava l’impressione di essere estremamente orgogliosa del suo talento col buco del culo. La cosa strana è che uno può immaginarsi il suo ano livido, gonfio e tumefatto, un pò come il celeberrimo goatse: al contrario, dava l’ impressione di essere perfettamente sano e normale, come se fosse una mano, un piede o un orecchio in piena salute. Il suo buco di culo non aveva niente di patologico.
Il sogno finisce con lei che disperde la piccola ressa spruzzandola con l’estintore che aveva sul suo piccolo e basso palchetto di terriccio e sterpaglie. La gente si allontana commentando a gruppetti lo spettacolo appena concluso e asciugandosi le lacrime dagli occhi, la bava dalla giacca ed il seme dal cavallo dei pantaloni di fustagno. Tutto ciò con lo stesso fazzoletto di stoffa che taluni avevano in tasca, altri nella giacca.
Anch’ io me ne vado insieme a tutti gli altri, tornando bruscamente alla realtà: la sveglia mi urla nelle orecchie, mi alzo e vado a votare.
Ma continuo tutt’ora a pensare alla donna del sogno ed al suo magnifico buco di culo prensile.