La meravigliosa giornata di #1
Ottobre 22, 2008
Ore 9.00: #1 si sveglia, anche se avrebbe voluto dormire un altro paio d’ore, giusto il tempo di cancellare il terribile sogno appena conclusosi: una terribile fattura con su molti zeri attaccata con pezzetto di scotch sulla sua porta di casa. Forse colpa della vodka alla mela verde, forse no.
Ore 9.15: controllo della posta e delle varie pagine di #1 su un paio di siti di social network: qulacuno ha taggato #1 in una imbarazzante foto di quando era un sedicenne brufoloso, lercio e associazionista.
Ore 10.00: riunione all’Ateneo: c’è chi vuole occupare, chi no, chi ridacchia, chi fuma le canne, ci sono i baffuti informer della Digos, ci sono i giornalisti, ci sono i guardiani della Rivoluzione che bloccano gli ingressi alle aule. #1 incontra #2 e #3.
Ore 13.00: Pranzo a casa di #3, durante il quale #2 e #3 sfiorano la lite. Segue caffè senza zucchero, schiarito dal neon mezzo fulminato della cucina.
Ore 15.00: Assemblea parte due: tutti sembrano d’accordo nell’asserire che l’università può migliorare solo bloccandone tutti i corsi. 1000 persone annuiscono convinte, tre persone si mangiano le unghie nervose, una si fa una canna vicino alla macchinetta delle merendine.
Ore 16.00: #1 torna a casa sconfortato, brandendo una busta della spesa con dentro una scatoletta di tonno e un flacone di soda caustica per stappare il lavandino della cucina, otturato da giorni. Segue un maldestro tentativo di riparazione, che ha l’unico effetto di causare un putrido flusso di acqua sporca dal tubo del lavandino.
Ore 17,30: #1 si appresta a tradurre un pò, ma non riesce a capire come in un testo sull’Anticristo si possano trovare parole come “pietrolina”, “temperamatite” e “verruca”.
Ore 19.45: scoraggiato, #1 mangia cioccolatini e fuma sigarette davanti al suo fido portatile posizionato su di un tavolaccio traballante e fuori moda.
Ore 21,33: #1 tenta di scrivere un post, e gli viene fuori questa schifezza invereconda che state leggendo.
EDIT al 24 Ottobre: #2 è riuscito finalmente a sturare il lavandino a prezzo di orride ustioni alle mani e danni polmonari permanenti (ma IL GIORNO DOPO).
Good ol’ days
Luglio 30, 2008
Ogni tanto, quando non ho molto da fare, perdo qualche ora a rileggere i vecchi sms, le vecchie mail, le vecchie lettere (ma nessuno le scrive più, chiamali scemi).
Collego le frasi con le date, ma sopratutto con le facce ed i caratteri dei mittenti, sforzandomi di ricordare più nel dettaglio possibile in che tipo di rapporti ero con quella persona in quel dato momento, quando ha schiacciato il tasto “invia” e quando io poi l’ho letta.
Grazie- o a causa, dipende dai punti di vista-alla mia casella di posta posso vedere nascere e morire storie d’amore, rivalutandone l’importanza per me e per l’altra persona; posso vedere progetti musicali che prendono lentamente forma, fino a diventare link su siti di file sharing, accompagnati da un messaggio sempre lapidario, composto dal titolo del brano, la parola “master”, e una bestemmia a caso, scelta random fra i 360 e rotti santi del nostro calendario solare.
Posso ricordarmi dei tentativi di stringere amicizia con persone che non conosco, a cui ho risposto con fare sostenuto o ai quali m’hanno risposto con piglio altezzoso; posso rileggere la tensione nelle parole dei miei amici o delle persone a cui voglio bene e, di riflesso, posso ricordarmi della mia.
Leggo solo le risposte ai miei messaggi, o le mail che hanno mandato per primo a me gli altri. Non leggo mai quelle che ho mandato io per primo, un pò perchè il mio stile di scrittura lo conosco fin troppo bene, ed in secondo luogo perchè ho la forte tendenza ad allontanare certe cose dal mio hard disk mnemonico. Rileggerle indirettamente rende tutto più semplice e meno doloroso.
Quante persone sono sparite…hanno parcheggiato il culo nella mia giovane vita, lasciandomi come ricordo un sacco di parole, alcune delle quali molto toccanti, altre che fanno ancora il loro effetto a rileggerle. Un pò come l’aglio per me: dopo che lo trovai tanti anni fa in mezzo ad un pezzo di porchetta, e lo masticai per sbaglio, se devo vomitare basta che mi appelli al ricordo di quel terribile ed inaspettato sapore per rivedere all’istante il pranzo salutarmi dal pavimento. E’ lo stesso: se c’ho voglia di essere triste, come oggi o ieri, ormai so bene cosa fare e a chi rivolgermi.
Ovvero a tutti voi.
post noioso e autoreferenziale
Luglio 11, 2008
Eccoci di nuovo.
Purtroppo la real life è quanto di più infame esista, ti impedisce di avere una “mi vida in formato css”, come qualcuno l’ha definita.
Nell’ultimo mese però ne sono successe di cose. Vi racconto quelle che mi va, il resto me le tengo per me, visto che se sull’internet la privacy è a zero, almeno la vita reale mi permette di censurare amabilmente i miei affari privati.
Beh, innanzitutto mi sto laureando, mi manca un esame solo e poi la tesi. Mi cago in mano al sol ensiero di laurearmi, ma va beh, mi sa che mi tocca.
Poi ho provato per un pò ad usare linux. Paragonerei quest’esperienza ad uno stupro, ad un genocidio, alla morte di tutti i tuoi cari in un solo incidente stradale sotto casa, o ad una gravidanza indesiderata a 18 anni. Insomma, se l’imperialismo è così figo ci sarà un motivo, e io l’ ho capito solo avendo a che fare con un sistema operativo da punkabbestia. Quindi fanculo linux e il libero scambio di idee, mezzi, informazioni. io sto giù con il guru Gates.
Poi dovevamo aprire gli Assalti Frontali. Arrivati sul posto avviene questo:
punkabbestia all’ingresso (d’ora in poi PAI): Ciao, chi di voi suona?
noi (d’ora in poi N): noi sei.
PAI:ah…in sei??!?
N:già, in sei. e loro entrano con noi (indicando la nostra carovana di amici, ragazze, sorelle)
PAI: eh no, non esiste.
N
k, ciao. buona serata a voi (ci giriamo e ce ne andiamo)
PAI: dai oh…ma datemi almeno un euro a testa oh regaz..è un centro socia…
N (in coro): SIEG HEIL!! vrooooom! (rumore di macchine che sgommano verso l’indomani)
In realtà c’abbiamo pensato parecchio prima di mandarli a cagare direttamente, facendoci anche una figura un pò barbina. Ma del resto, siamo dei viziati e spocchiosi rapper di città con la puzza sotto al naso e le catene e i tatuaggi e le macchine preparate e la barba sfatta e le occhiaie. Gente di un certo livello.
In più sono in un astinenza da sesso di proporzioni bibliche. E voglio proprio vedere se una certa persona si ricorderà del mio imminente genetriaco. Ah ah, sarà da ridere passare la sera del mio compleanno con il cellulare in mano ad aspettare che vibri, sarà fantastico ritenere buona parte degli sms che mi arriveranno da altri mittenti inutili e superflui, anzi, magari penserò che i suddetti messaggi potrebbero intasare la linea e non farmi arrivare il suo messaggio.
Tenete duro, non fate come me.
Bitch!
Giugno 11, 2008
Oggi, mentre cazzeggiavo su myspace.com (prima che lo pensiate NO, non lo uso per conoscere inutili ragazzette da scopare. Ah, che bugiardo patologico che sono) mi è caduto l’occhio su questo:
e siccome non c’ ho intenzione di aprire libro, nè di fare alcun tipo di attività che mi possa portare buoni frutti, ho deciso di dedicare 5 minuti del mio inestimabile tempo alla visione del video di “PAZZA”: LA PRIMA PROVA IN ITALIANO DI TYING TIFFANY (rullo di tamburi e folla scalmanata che urla mentre schizza negli slip)!!
Purtroppo non posso linkarvelo, ma se avete un account myspace (una volta qualcuno mi disse “myspace è il colon di internet”) e anche voi siete depressi, o state passando un periodo in cui avete scarsa stima delle donne, questo video potrebbe essere il proverbiale colpo di grazia.
Particolarmente interessante è il breve testo di presentazione del video, che vi riporto qua commentato e analizzato (il grassetto è mio, perchè certe cose non possono essere trascurate; quindi se avete l’abitudine di leggere velocemente e in maniera distratta, in questa maniera vi rimarrano dei concetti-chiave che tormenteranno la vostra vita fino alla morte, cari miei):
Music Jato Music e Iscream Records sono lieti di annunciare che è finalmente pronto il nuovo videoclip di Tying Tiffany intitolato “Pazza”.
Ok. Grazie mille, sono già venuto tre volte.
“Pazza”, la prima prova discografica in italiano di Tiffany è già un manifesto per moltissime teenager (e no solo!) della MySpace generation.
MySpace Generation. Ne faccio parte anch’io? Come si cura? Basterà cancellare l’account o è proprio un dato anagrafico/sociale/legato alle mie abitudini? Sono SEGNATO A VITA perchè poco più che ventenne? OH PADRE, PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO? E poi, è un manifesto? Diciamo come Anarchy in the UK o Smells like Teen Spirits, o più come My Generation degli Who? Più simile ad Heroes di Bowie? Non lo so, sono confuso. Ah, e “no” invece di “non”:sarà qualche specie di contrazione giovanile? Si sa che i giovani non hanno tempo per scrivere “comunque” o “che”; magari anche “non” è troppo out.
Ecco quindi la scelta logica di presentare il video in anteprima sulla popolare piattaforma di social networking. Da lunedì 9 Giugno a giovedì 12 Giugno “Pazza” sarà visibile in esclusiva sull’home page di MySpace Italia.
Sì, era scelta logica. Come era scelta logica sperimentare la bomba atomica a Mururoa e non a Cinisello Balsamo. Più o meno.
Il video diretto dal talentuoso regista Marco Marchesi è un omaggio ai classici b-movies alla Russ Meyer e John Waters con un tocco di “pulp alla matriciana” che tanto piacerebbe a Tarantino.
Ho i miei dubbi che possa piacere a chiunque dei tre registi nominati. E “Pink Flamingos” è un capolavoro, non un videoclip per una attention whore. Ah, ma che dico: il regista è TALENTUOSO. Se qualcuno dovesse pubblicizzare un mio pezzo, potrebbe mai definirmi una mezza sega senza ispirazione ed estro?
L’ambientazione paesaggistica del video “on the road” sono quelli del Delta del Po (cari anche a certo cinema del maestro Pupi Avati, ad esempio) e i personaggi nascono da un immaginario fumettistico e surreale.
Delta del Po. Il Palm Desert di noi poveracci. Lo volete capire che il “Think Globally/ Act locally” è MORTO? Poi di solito quando dice “Pupi Avati, ad esempio” si presuppone il fatto che chi scrive abbia nominato il primo regista che gli viene in mente, ma che potrebbe snocciolare tanti altri celeberrimi nomi. Bene, fallo: dimostra che qualcuno oltre TE e Avati si è realmente inculato quel posto dimenticato da Nostro Signore.
Il filo narrativo è spezzettato per rappresentare al meglio l’universo di Tying Tiffany e il filo conduttore schizofrenico della canzone “Pazza”. Lo stesso regista racconta: “Il filo narrativo c’è ma poco importa, Tiffany non ha tempo per queste sciocchezze. “Posso dire e fare quello che voglio, tanto sono Tying Tiffany” è un po’ la costante del video, che mi pare esprima bene il senso della canzone.
Va beh, che altro vuoi aggiungere, dopo che il regista ammette che non aveva idee ed era strafatto. Ma a Tying non importa eh, mica ha tempo per queste minchiate come il filo logico. Ah ah, ma che scherziamo? Lei può fare quello che vuole, è una strafiga coi tatuaggi.
Sono tutti un po’ maltrattati: dal presunto fidanzato sacrificato nella scena finale (senza svelare troppo) agli autostoppisti, fatti salire e buttati fuori come le pare. Rivedendo più volte il video una cosa mi sembra chiara, quei personaggi non sono vittime, perché Tying Tiffany non è una carnefice, è solo sé stessa.”
Ah ok, per un attimo ho pensato che ci fosse un pò di Tying in ognuno di noi. Invece lei è solo se stessa. Però ora che ci penso, non sarebbe male il contrario, ovvero che ci fosse un pò di ognuno di noi in Tying. Decisamente.
Vi lascio alla visione del video, con la raccomandazione di prestare particolare attenzione al testo: una serie di aggettivi come LUNATICA ANORESSICA IPOCONDRIACA METODICA (questo me lo sono inventato), che sono diventati il manifesto di molte adolescenti (e non solo!) della MySpace Generation.
Era meglio la generazione dell’eroina dei nostri padri, o quella delle pasticche, in cui dovrei rientrare, controllerò le date.
Edit: ho appena scoperto di essere stato minacciato di percosse e insultato sulle mie capacità sessuali da un tizio che prese particolarmente a male il fatto che trollavo il suo forum del cuore. Al prossimo giro posto lo screenshot del messaggio. Potrei farlo adesso, ma essendo una persona (come ha detto la mia principessa) ” irritante, perchè senza iniziativa nè idee” mi conservo il tutto per un prossimo post, così so già di che parlarvi.
There’s no love on Emule
Maggio 24, 2008
Mi dovete 15 euro ed un sabato sera, stronzi rottinculo
Marzo 30, 2008
Un giorno chatti con un amica e ti dà LA notizia: il 29 marzo, cioè ieri, nella tua città suona Bounty Killer. Tu stai preso benissimo, rimani nella tua terra più di quanto vorresti perchè sicuramente sarà una seratona, un evento unico, sicuramente organizzato coi controcazzi, sicuramente con un’ impianto audio all’altezza.
Sicuramente.
Arrivi al locale. Lasci la tua auto a tre quarti d’ora a piedi dall’ingresso, in mezzo alla campagna, perchè un parcheggiatore rumeno ha deciso così, e gli devi pure mollare due euro tassativi (sì, perchè sono finiti i tempi in cui i posteggiatori abusivi erano dei placidi eroinomani che s’accontentavano di un’offerta a piacere, tale era la loro brama di denaro. Ora che il figlio di puttana è cittadino europeo ha diritto di prenderti a martellate lo specchietto, se le sue tariffe ti sembrano esagerate), e devi sforzarti di non menarlo quando si mette a pisciare vodka pura contro un albero davanti alla ragazza di un tuo amico. In fondo, non vorrai mica farti guastare LA serata che aspettavi da anni da una cosa del genere…
Entri, paghi. Un sacco di soldi, ma ti va bene, perchè dici a te stesso che in questa città non c’è mai niente di figo da fare, e per una volta che capita di non doverti addormentare sul pavimento di Termini dopo un concerto li spendi pure bei soldi che, continui a dirti con un pò di amaro in gola, comunque avresti speso in negroni e sigarette.
Il locale è pieno di gente, sei contento, saluti qualche conoscente e ci scambi due chiacchiere, ti accendi una sigaretta ed entri nella sala grande per gustarti una bella selezione prima che Bounty salga a fomentare. Ed è ora che le cose cominciano ad andare storte.
E’ da qualche anno che non vai ad una dancehall, e ti auguri che quella terribile cosa chiamata bashment sia passata di moda: in effetti è passata di moda, perchè è diventata consuetudine. Volevi muovere un pò il culo a tempo, ma non c’è un tempo da seguire perchè il dj mette il disco, lo senti per 10 secondi e, visto che non sa mixare, lo strappa via mandandolo all’ indietro con una sberla e attacca il prossimo brano, tra le urla del suo mc. Urla in leccese. Sbuffi un pò, ma alla fine lo accetti, perchè dopo c’ è Bounty.
Dopo due ore buone di questa storia, inizia IL live. Sei contentissimo, perchè è arrivato il momento che aspettavi. No, in realtà non ancora: devi prima sorbirti i suoi galoppini sconosciuti che francamente sono fiacchi. Ma pazienza, anzi dai, ci sta, e ti dici che in fondo ’sti due scemi sono anche bravini. Intanto, ti rendi conto che i problemi non sono finiti, anzi. Ti prendi una gomitata in piena fronte da un punkabbestia che balla, si gira e ridendo come un ebete ti mugugna delle scuse in materano. Non lo meni perchè i gorilla del locale sono dei tosti e quindi non vuoi finire LA serata al pronto soccorso.In più, non si sente un beneamato cazzo, il fonico forse era assente dal corso quando hanno spiegato come posizionare le casse in una sala così grande e come equalizzare microfoni e giradischi.
Sale Bounty Killer sul palco, nel delirio più totale della gente, e tu che dal fondo sala non capisci nemmeno se è realmente lui o un altro dei suoi garzoni, prendi coraggio e ti fai largo nella calca per avvicinarti, schivando gente che vomita, che muove le mani con cannoni accesi vicino alla tua faccia e cercando di non sentire il puzzo di erba e sudore rancido di quasi mille persone.
Torni indietro disperato, con la nausea e con un ustione sulla guancia.
Lui è bravissimo, un animale da palco, performer esperto e coinvolgente. Ma in fondo tutto questo lo dici per fede, perchè in realtà non lo vedi e non lo senti. Esci dal locale a metà concerto quasi in lacrime, non hai più nessun motivo per essere contento.
Il giorno dopo, cioè oggi, ti ritrovi a dire a te stesso, sorseggiando acqua e nimedex, che tutto sommato non l’hai sentito bene, non l’hai visto bene, ma sei comunque un fan contento di essere stato nella stessa stanza con Bounty Killer.
E, giustamente, ti sentirai uno stupido finocchio.
NB: ho cercato, durante tutta la stesura del post, un titolo arguto e non troppo risentito. Come potete vedere, ho fallito.
Granny the Emo boy is back
Marzo 1, 2008
Questo spazio generosamente concessomi per atteggiarmi a primo della classe non va da nessuna parte, non decollano le visite e i commenti sono sempre o nostri o di qualche amico stretto.
Queste persone non hanno interesse a venire qui, e prima o poi si stancheranno; d’altronde, che interesse può avere un tuo amico nel leggere (e leggere stanca) cose che magari gli dici a voce da anni? O magari qua racconto un fatto che loro già sanno, e quindi che cazzo leggono a fare?
E’ divertente scrivere post? No, un cazzo, ma poi diventa una specie di obbligo morale prima di tutto verso te stesso e la tua autostima (“cazzo domenico..neanche un blog riesci a gestire, ti scocci subito..come pretendi di affrontare le grandi sfide della vita se non riesci manco a gestire un blog?”).
E poi gli esami, le crisi d’astinenza da sesso, il rhum, i guai con lo Stato, il telefono che non prende, lo scaldabagno e il conguaglio enel, le piccole liti quotidiane per frasi (mie) da puttanella, il freddo, i vestiti sporchi, messenger, il rap che ogni tanto si rifiuta di venir fuori, le unghie dei piedi e tante altre cosette mi levano la concentrazione.
Bene. Alla fine, un altro post lo sono riuscito a fare. Piangersi addosso funziona.
what’s goin’ on?
Febbraio 16, 2008
Casa Bresci nella vita vera non si ferma mai, a differenza di questa sua estensione virtuale.
Anzi, i due aspetti sono collegati fra loro: e ne sono successe tante di cose che hanno di prepotenza bloccato la nostra certosina redazione di questo bollettino delle nostre misere vite..Dove eravamo rimasti? Se non sbaglio l’ ultimo post risale ad un mesetto fa( non c’ho cazzi di controllare adesso il blog, dovrei aprire un altra finestra, capace che mi sbaglio e annullo tutto), e all’epoca eravamo in 7 in casa; ebbene, ora siamo in 5.
So cosa state pensando, vi anticipo: non abbiamo ucciso nessuno, nè tantomeno abbiamo mangiato le loro carni.Giusto per chiarire, in quest’ epoca di violenze domestiche.
Uno dei due fuggitivi si è serenamente allontanato per “divergenze ideologiche” con il resto dei Patrioti. Un giorno semplicemente ci siamo alzati e non c’era più.
L’altro ci ha lasciati di punto in bianco, così senza dire nè “A” nè “BA”.
Se Casa Bresci fosse la Vita, il suo necrologio reciterebbe più o meno:
“Ci ha abbandonati dopo 5 mesi di affettuosa convivenza
XXXXXX XXXXXXX*
gli danno l’estremo saluto i suoi coinquilini patriottici
lascia un pacchetto di M&M’s Crispy, un salame, mezza Pepsi.”
Un altra dipartita ci ha afflitto in questo periodo di silenzio stampa: quella del nostro scaldabagno. Io personalmente sono 4 giorni che non mi lavo come Cristo comanda, e sto avviando le pratiche per il marchio DOC per i funghi che mi crescono addosso. E devo pure fare un esame il 20. E non ho manco una donna che mi dica “dai amore, vieni a farla da me la doccia..ti spazzolo io la schiena e ti aiuto a chiudere i barattoli di funghi sottolio”.
Non c’è amore in questo mondo per un povero arabista mezzo zoppo e complessato.
*nome rimosso per rispetto della normativa sulla privacy n.196 del 2003
SENZA TITOLO.
Dicembre 10, 2007
Momento interlocutorio per gaetanobresci.org:
siamo in profonda crisi di motivazione, non sappiamo se continuare a scriverci sopra o meno, c’abbiamo poca voglia, poco tempo, troppi cazzi per la testa.
Del resto, a me è passata la voglia visto che quel FROCIO DI GEAH non ha più risposto, dopo avermi accusato di parruccare Bukowski quando scrivo.Che t’alletti un cancro grosso come un limone di Sorrento.
Ai pochissimi lettori di questa pagina, mi basta che uno solo di voi manifesti esplicitamente la volontà che questo blog vada avanti per continuare a lavorarci su..aspetteremo 2 settimane, allo scadere della mezzanotte del giorno del Santo Natale se non sarà pervenuto nessun tipo di commento, premeremo il tasto d’autodistruzione.
Buone feste, porci ingrati.
