Good ol’ days

Luglio 30, 2008

Ogni tanto, quando non ho molto da fare, perdo qualche ora a rileggere i vecchi sms, le vecchie mail, le vecchie lettere (ma nessuno le scrive più, chiamali scemi).

Collego le frasi con le date, ma sopratutto con le facce ed i caratteri dei mittenti, sforzandomi di ricordare più nel dettaglio possibile in che tipo di rapporti ero con quella persona in quel dato momento, quando ha schiacciato il tasto “invia” e quando io poi l’ho letta.

Grazie- o a causa, dipende dai punti di vista-alla mia casella di posta posso vedere nascere e morire storie d’amore, rivalutandone l’importanza per me e per l’altra persona; posso vedere progetti musicali che prendono lentamente forma, fino a diventare link su siti di file sharing, accompagnati da un messaggio sempre lapidario, composto dal titolo del brano, la parola “master”, e una bestemmia a caso, scelta random fra i 360 e rotti santi del nostro calendario solare.

Posso ricordarmi dei tentativi di stringere amicizia con persone che non conosco, a cui ho risposto con fare sostenuto o ai quali m’hanno risposto con piglio altezzoso; posso rileggere la tensione nelle parole dei miei amici o delle persone a cui voglio bene e, di riflesso, posso ricordarmi della mia.

Leggo solo le risposte ai miei messaggi, o le mail che hanno mandato per primo a me gli altri. Non leggo mai quelle che ho mandato io per primo, un pò perchè il mio stile di scrittura lo conosco fin troppo bene, ed in secondo luogo perchè ho la forte tendenza ad allontanare certe cose dal mio hard disk mnemonico. Rileggerle indirettamente rende tutto più semplice e meno doloroso.

Quante persone sono sparite…hanno parcheggiato il culo nella mia giovane vita, lasciandomi come ricordo un sacco di parole, alcune delle quali molto toccanti, altre che fanno ancora il loro effetto a rileggerle. Un pò come l’aglio per me: dopo che lo trovai tanti anni fa in mezzo ad un pezzo di porchetta, e lo masticai per sbaglio, se devo vomitare basta che mi appelli al ricordo di quel terribile ed inaspettato sapore per rivedere all’istante il pranzo salutarmi dal pavimento. E’ lo stesso: se c’ho voglia di essere triste, come oggi o ieri, ormai so bene cosa fare e a chi rivolgermi.

Ovvero a tutti voi.

Eccoci di nuovo.
Purtroppo la real life è quanto di più infame esista, ti impedisce di avere una “mi vida in formato css”, come qualcuno l’ha definita.

Nell’ultimo mese però ne sono successe di cose. Vi racconto quelle che mi va, il resto me le tengo per me, visto che se sull’internet la privacy è a zero, almeno la vita reale mi permette di censurare amabilmente i miei affari privati.

Beh, innanzitutto mi sto laureando, mi manca un esame solo e poi la tesi. Mi cago in mano al sol ensiero di laurearmi, ma va beh, mi sa che mi tocca.

Poi ho provato per un pò ad usare linux. Paragonerei quest’esperienza ad uno stupro, ad un genocidio, alla morte di tutti i tuoi cari in un solo incidente stradale sotto casa, o ad una gravidanza indesiderata a 18 anni. Insomma, se l’imperialismo è così figo ci sarà un motivo, e io l’ ho capito solo avendo a che fare con un sistema operativo da punkabbestia. Quindi fanculo linux e il libero scambio di idee, mezzi, informazioni. io sto giù con il guru Gates.

Poi dovevamo aprire gli Assalti Frontali. Arrivati sul posto avviene questo:

punkabbestia all’ingresso (d’ora in poi PAI): Ciao, chi di voi suona?

noi (d’ora in poi N): noi sei.

PAI:ah…in sei??!?

N:già, in sei. e loro entrano con noi (indicando la nostra carovana di amici, ragazze, sorelle)

PAI: eh no, non esiste.

N :o k, ciao. buona serata a voi (ci giriamo e ce ne andiamo)

PAI: dai oh…ma datemi almeno un euro a testa oh regaz..è un centro socia…

N (in coro): SIEG HEIL!! vrooooom! (rumore di macchine che sgommano verso l’indomani)

In realtà c’abbiamo pensato parecchio prima di mandarli a cagare direttamente, facendoci anche una figura un pò barbina. Ma del resto, siamo dei viziati e spocchiosi rapper di città  con la puzza sotto al naso e le catene e i tatuaggi e le macchine preparate e la barba sfatta e le occhiaie. Gente di un certo livello.

In più sono in un astinenza da sesso di proporzioni bibliche. E voglio proprio vedere se una certa persona si ricorderà del mio imminente genetriaco. Ah ah, sarà da ridere passare la sera del mio compleanno con il cellulare in mano ad aspettare che vibri, sarà fantastico ritenere buona parte degli sms che mi arriveranno da altri mittenti inutili e superflui, anzi, magari penserò che i suddetti messaggi potrebbero  intasare la linea e non farmi arrivare il suo messaggio.

Tenete duro, non fate come me.

La donna col culo prensile

Aprile 15, 2008

So cosa dovrei fare adesso: non sei un vero blogger se oggi 15 aprile non commenti, in maniera velata ,ironica o disperata i risultati delle elezioni. Dovrei citare qualche giornale online, o postare un video che documenti la disfatta delle Sinistre; forse dovrei addirittura linkare un Adinolfi o un Sofri.

Invece vi parlerò del sogno che ho fatto l’altra notte. Ho deciso così e perciò vi tocca.

Ero in un circo di quelli sgangherati e malsani, un pò balcanici, non come le giostre moderne, che sono più o meno identiche al Number One di Brescia in quanto a musica e gente; mi avvicino ad un piccolo gruppo di persone disposte a cerchio, al cui centro si esibisce l’attrazione della baracca: la donna col culo prensile.

Non ricordo esattamente se era vestita o nuda, o come avesse i capelli o la pelle, ma ho ben chiara in mente  l’immagine del suo ano sporgente, che somigliava ad una seconda bocca delle dimensioni del becco di un uccello tropicale.

Gli spettatori applaudivano, urlavano, si facevano le seghe vicendevolmente, si passavano boccali di birra calda e  sputavano la schiuma adosso alla donna: certi lo facevano di proposito, altri perchè ridevano con la bocca aperta.

La donna col culo prensile aveva intorno a sè in ordine sparso una serie di oggetti di varie dimensioni, tra cui ricordo una bottiglia di stravecchio, un accendino, un vocabolario e un estintore; il suo numero consisteva nel afferrare con lo sfintere questi oggetti e, quando possibile, usarli nel modo più appropriato: per esempio, nel bel mezzo del suo numero la donna, vedendomi armeggiare con una scatola di fiammiferi per accendermi una sigaretta,  ha afferrato col culo un accendino e, sempre camminando bassa e a gambe  divaricate, mi ha fatto gentilmente accendere la mia camel gialla.

Lei non sembrava triste o umiliata, anzi: sarà che aveva la faccia deformata in una smorfia di concentrazione, ma dava l’impressione di essere estremamente orgogliosa del suo talento col buco del culo. La cosa strana è che uno può immaginarsi il suo ano livido, gonfio e tumefatto, un pò come il celeberrimo goatse: al contrario, dava l’ impressione di essere perfettamente sano e normale, come se fosse una mano, un piede o un orecchio in piena salute. Il suo buco di culo non aveva niente di patologico.

Il sogno finisce con lei che disperde la piccola ressa spruzzandola con l’estintore che aveva sul suo piccolo e basso palchetto di terriccio e sterpaglie. La gente si allontana commentando a gruppetti lo spettacolo appena concluso e asciugandosi le lacrime dagli occhi, la bava dalla giacca ed il seme dal cavallo dei pantaloni di fustagno. Tutto ciò con lo stesso fazzoletto di stoffa che taluni avevano in tasca, altri nella giacca.

Anch’ io me ne vado insieme a tutti gli altri, tornando bruscamente alla realtà: la sveglia mi urla nelle orecchie, mi alzo e vado a votare.

Ma continuo tutt’ora a pensare alla donna del sogno ed al suo magnifico buco di culo prensile.

In realtà non lo volevo scrivere un post sull’ 8 marzo.

Pensavo di postare qualche bel video di Salvatore Marino e della sua associazione “maschio 100×100″ e di finirla là, senza particolare stile nè applicazione, giusto per dovere.

Del resto io non mi definirei esattamente un maschilista, anzi posso vantare il titolo di “lesbica col pene” perchè, a quanto dicono, “io guardo e penetro l’anima, prima del corpo”…avrei postato il video solo perchè sono anche un pò volgare, a volte, specie dietro uno schermo.

In ogni caso, la festa delle donne ha il potere di tirar fuori dalle più splendide e innocenti fanciulle quella specie di comlplicità ed eccitamento (solo in ultimo luogo sessuale, secondo me) che le trasforma in quelle che molti( e a buon titolo) definiscono attention whore.

Mi sono arrivati decine di flyer e inviti a serate dove- hey, pensa te che figata!- suonano solo dj’s donne, come se cosa hanno fra le cosce i selectas desse valore aggiunto alla validità della serata. Le donne di solito entrano gratis, il che non vuol dire per forza che ci saranno tante donne, ma sicuramente che ci saranno tantissimi uomini pronti a sbranarsi per due buste tirate a lucido per l’occasione (o forse tante buste tirate a lucido pronte a sbranarsi per qualche triste torello che spera nel fattore mimosa per eiaculare in un luogo che non sia un kleenex, questa è un punto che non mi è chiaro).

Io penso che me ne uscirò con mia sorella ( che mi vuole affibbiare a qualche sua amica, conoscendo lo stato di astinenza nel quale verso da ormai 3 mesi) giusto per brindare alla festa della donna, alla felicità e alla smodatezza sessuale altrui.

Cin cin.

what’s goin’ on?

Febbraio 16, 2008

Casa Bresci nella vita vera non si ferma mai, a differenza di questa sua estensione virtuale.

Anzi, i due aspetti sono collegati fra loro: e ne sono successe tante di cose che hanno di prepotenza bloccato la nostra certosina redazione di questo bollettino delle nostre misere vite..Dove eravamo rimasti? Se non sbaglio l’ ultimo post risale ad un mesetto fa( non c’ho cazzi di controllare adesso il blog, dovrei aprire un altra finestra, capace che mi sbaglio e annullo tutto), e all’epoca eravamo in 7 in casa; ebbene, ora siamo in 5.

So cosa state pensando, vi anticipo: non abbiamo ucciso nessuno, nè tantomeno abbiamo mangiato le loro carni.Giusto per chiarire, in quest’ epoca di violenze domestiche.

Uno dei due fuggitivi si è serenamente allontanato per “divergenze ideologiche” con il resto dei Patrioti. Un giorno semplicemente ci siamo alzati e non c’era più.

L’altro ci ha lasciati di punto in bianco, così senza dire nè “A” nè “BA”.

Se Casa Bresci fosse la Vita, il suo necrologio reciterebbe più o meno:

                     “Ci ha abbandonati dopo 5 mesi di affettuosa convivenza

                                                        XXXXXX XXXXXXX*

                        gli danno l’estremo saluto i suoi coinquilini patriottici

               lascia un pacchetto di M&M’s Crispy, un salame, mezza Pepsi.”

Un altra dipartita ci ha afflitto in questo periodo di silenzio stampa: quella del nostro scaldabagno. Io personalmente sono 4 giorni che non mi lavo come Cristo comanda, e sto avviando le pratiche per il marchio DOC per i funghi che mi crescono addosso. E devo pure fare un esame il 20. E non ho manco una donna che mi dica “dai amore, vieni a farla da me la doccia..ti spazzolo io la schiena e ti aiuto a chiudere i barattoli di funghi sottolio”.

Non c’è amore in questo mondo per un povero arabista mezzo zoppo e complessato.

*nome rimosso per rispetto della normativa sulla privacy n.196 del 2003

Lei:”No, dai..non voglio.”

Lui:” E perchè no?”

Lei:”Questo non mi sembra il momento..sono fragile…sono scossa…”

Lui:”Ah.”

(2o minuti di silenzio)

Lui:”Allora mi rimetto la maglietta..”

Lei:” No.”

Lui:”Ma ho freddo!”

Lei:”Non diventarmi piagnucoloso ora eh!”

Lui:”Ok…allora dammi un pò di coperta.”

Lei:” Sì.Ma prima passami il giornale, voglio leggere il mio oroscopo.”

Lui(sbuffando e tremando):”Tieni.”

Oroscopo:”E’ il momento giusto sul versante relazioni di coppia.Vivete!Lasciate da parte i sensi di colpa!Marte vi assiste e Giove vi rende bellissima in questa decade!”

Lei:”Senti…accendo il riscaldamento?”

Lui:”Eh..se vuoi..sarebbe gradito visto che…”

Lei:”Visto che COSA?”

Lui:”Niente, niente.”

Lui si alza, Lei lo insegue.Lunghi e partecipati preliminari. Si amano.

Lui:”Mi piaci, lo sai?”

Lei:”Sì.”

Lui:”Come sì? Avresti dovuto limitarti a dire “Anche tu”..

Lei:”Sì.”

Lui:”Devo andare ora.Posso chiamarti?”

Lei:”Sì.”

Lui:”Ma mi risponderai?”

Lei:”Forse.Più no che sì.”

Lui:”Ma come scusa..ti sembra una cosa da dire?”

Lei:”Non so.Io aspetterò.”

Lui:”Ah.Aspetterai, ma non è detto che poi rispondi.”

Lei:”Sì.”

Lui:”Ma io ti amo!”

Lei:”Sì.”

Lui “Cristo, di nuovo ’sto “Sì”…non potevi dire di meglio?!”

Lei:”Forse.”

Lui inizia frignare.Seguono 30 minuti di silenzio.Un cane ulula alla luna.

Lei:”Non diventarmi piagnucoloso ora eh!”